Il mister Espiatorio

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foto1Oggi cercheremo di svelare i retroscena legati alla vita di Federico Fiorini, un uomo dal passato enigmatico di cui nulla si conosce se non ciò che lui ha voluto che la gente conoscesse.

Nasce il 26 aprile 1982 a Milano, il giorno in cui a Rod Stewart viene rubata una Porsche da 50000 $ ed in cui l'Argentina si arrende all'Inghilterra nella guerra delle Falkland. Da allora ogni compleanno del Nostro è celebrato in tutto il mondo: così come i suoi amici si riversano in piazza per la consueta strage di Moretti, così in Argentina folle oceaniche scendono in strada celebrando la sua nascita, la celeberrima "Fiesta del dìa de mierda". Per non parlare di Rod Stewart, che celebra il suo genetliaco con la sua festosissima hit "Don't wanna talk about it".

Ad ogni modo, FF dichiara di essere discendente di una lunga stirpe di amatori. Chi di voi non l'ha mai sentito, in preda ai fumi della bottiglietta da 0,5 l di acqua gasata, dichiarare che la canzone "Fiorin Fiorello l'amore è bello" è dedicata ad un suo parente rinomato playboy? Pur prendendo per buone queste considerazioni, non possiamo fare meno di rilevare che gli autori della summenzionata canzone V. Mascheroni e P. Mendes si distinsero per la produzione di altri capolavori come "Zikipaki Ziki-pu" e, soprattutto, "Bombolo". Interrogato al riguardo, il Nostro si è trincerato nel più serrato silenzio.

Purtroppo con Federico non si estingue solo la stirpe dei Fiorini grandi amatori. Ahinoi, nulla rimane in lui del talento musicale di suo padre, il poliedrico Maestro Edoardo, celebre per aver ideato melodie successivamente riprese e plagiate da uno sconosciuto gruppo britannico. Il paragone con le capacità canore di Federico è stridente.

Ecco FF mentre canta a squarciagola la hit del momento, "Hansa Rostock oh-oh-oh", in una spiaggia divenuta deserta come d'incanto al levarsi della prima nota.

 

1- GLI INIZI

Nuvole d'ombra aleggiano poi sui suoi primi passi calcistici. Spesso lo si sente parlare di aneddoti di cui nessuno può attestare l'autenticità: tra chi ha preferito l'esilio in Birmania, chi è latitante in Spagna o a Monza, chi ha preferito darsi all'hockey su ghiaccio, chi è Pino non ci è stato possibile tracciare un quadro dettagliato dell'inizio della carriera calcistica di Federico e, di conseguenza, di verificare la fondatezza delle sue affermazioni. Pare però che la famosa partita con la Pistoiese, ricordata dal Nostro come epica finale di coppa Intercontinentale disputata allo stadio Luzniki di Mosca, sia stata in realtà una partitella malamente persa nel parcheggio dell'autogrill di Roncobilaccio contro un gruppo di automobilisti rimasti in panne, quindi dotati di regolare pettorina arancione.

Chi di voi non lo ha mai sentito ricordare i primi anni di Vittoria? Vengono quasi i brividi quando socchiude gli occhi davanti al caminetto crepitante e con la memoria torna indietro a quegli anni unici, irripetibili, in cui segnava a raffica e dava spettacolo. Ah, quando vinse la classifica dei cannonieri davanti all'Unicorno. Oppure quando beffò lo Yeti con un tunnel di tacco. Non era raro che le squadre avversarie non si presentassero nemmeno in campo, tanto era il timore di trovarsi davanti il famigerato trio Ippogrifo-Fiorini-Sasquatch.

Poi però succede qualcosa: le testimonianze diventano attendibili.

 2- DALLA PANCHINA ALLA PANCHINA

E' il momento della parabola discendente del nostro eroe. Mette la sua versatilità a disposizione della squadra ("Ti prego, ti prego, ti prego, anche in porta, anche in porta!"), brevetta un sistema di riempimento delle borracce che gli è ancora invidiato da tutto il mondo, si compra un'auto col bagagliaio più grande per farci stare dentro i palloni da portare al campo, si presenta agli allenamenti due ore prima, per la disperazione della squadra che si allena prima della sua, ed esce due ore dopo la fine, scortato dalla polizia chiamata dal sacrestano.

Fiuuuuu! Per poco non colpiva la birra!

E' in questa fase della sua vita che le cose cambiano definitivamente. E' il 2006, l'anno del Golpe Cardin.

Federico viene convinto che, a causa del suo brutto infortunio al ginocchio (e solo per quello, sia ben chiaro), potrà davvero dare una mano alla squadra smettendo i panni del giocatore ed indossando quelli dell'allenatore.

E, incredibilmente, Federico dimostra che è nato per interpretare quel ruolo. In simbiosi con Cece, il suo alter ego, darà vita ad un ciclo di vittorie indimenticabili. Cece e Fede sembrano una persona sola, ragionano all'unisono e creano la base di quel gruppo incredibile. Col senno di poi, rimane impresso nella memoria di chi ha vissuto quei giorni l'equa distribuzione degli incarichi.

Cece: scelta degli schemi e dei moduli, direzione degli allenamenti, scelta della formazione da mandare in campo, scelta dei cambi da effettuare, scelta dei giocatori incaricati di battere angoli, punizioni e rigori.

Fede: capro espiatorio.

Nella foto: Federico durante l'intervallo di una partita, mentre Cece è negli spogliatoi a dare indicazioniA onor del vero, Federico non fu solo ricettacolo delle lamentele e delle recriminazioni degli esclusi e di tutta la gente a cui la gestione della squadra non andava molto a genio. Restano impresse nella memoria collettiva le sue forti prese di posizione per rivendicare la sua autonomia decisionale; una per tutte, lo spavaldo "Ciao stronzo" scritto al Presidentissimo. Come non ricordare poi i discorsi pre-partita nello spogliatoio? Una grinta, una carica, una capacità di motivare come il solo Al Pacino di "Ogni maledetta domenica".

"Ragazzi, la partita di oggi è determinante. Chi sbaglia oggi ce lo ricorderemo per sempre."

3- FEDE OGGI

Ed eccoci arrivati ai nostri giorni.

Come un tossico decide che in fondo un altro buco non gli farà male, come il fumatore pentito si ripromette "Questa sarà l'ultima!", così il nostro ha deciso che era giunto il momento di tornare ad illuminare i palcoscenici internazionali, deliziando le platee di Buccinasco, San Donato ed Affori con la sua classe cristallina.

Riesce a mettere su una squadra coniugando diabolicamente la passione per il pallone con la dipendenza da alcol dei suoi componenti, trovando la solida collaborazione di un discutibile personaggio, F.D.R., già noto alle forze dell'ordine per spaccio di sidro, incauto acquisto di birre di qualità scadente, rissa aggravata da futili motivi calcistici, favoreggiamento di immigrazione andaluso-maghrebina.

La squadra gioca a corrente alterna, ma quando beve è da lustrarsi gli occhi.

Da quando  poi abbiamo recuperato il numero di cellulare di Cece si vince che è un piacere.

LE PATOLOGIE

Molto si potrebbe scrivere sull'argomento. Federico è affetto da una serie di malattie pressoché infinita, sia di natura fisica che di natura psichica. Partiamo da quest'ultime.

Da anni il nostro è oggetto di attenti studi e valutazioni da parte dei più insigni luminari di psicologia. 

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Unanime la valutazione: bipolarismo psicotico schizofrenico in un contesto di disturbo schizoaffettivo e di narcisismo patologico. Tutto ciò è nulla di fronte alla sua malattia principale: lo sdoppiamento della personalità.

foto7Partiamo dal primo Federico, che chiameremo A per comodità. A è gravemente disturbato. Tiene una giraffa imbalsamata in casa, impazzisce per il numero 15, odia Mario, odia Pino, si diverte a farsi togliere pezzi di pancia, frequenta Flemma, tiene compagnia a TARE negli spogliatoi, a capodanno chiude fuori al gelo le ragazze finché non si decidono a sposarlo e di professione fa il superatore di livelli di Criminal Case. Non è infrequente sentirlo bullarsi delle sue iniziali FF ("Come Foo Fighters, Final Fantasy, Ferrari Four, Fossi Figo!") o sentirlo raccontare tutte le emozioni dello scoppiettante 0-0 tra Neftekhimik e Spartak Nalchik, cui ha assistito mentre "costruiva siti".

Il secondo Federico, che chiameremo B, a differenza di A è gravemente disturbato. Fa le virgolette con le dita, delira per il numero 77, odia Pino, odia Mario, prende in giro gli slavi, colleziona centravanti "robusti", sottolinea gli errori arbitrali con velati riferimenti a metafore canine, è amico di gente di Torronelandia, si fa di Moretti in vena e lavora come assaggiatore di caramelline gommose. Ha messo in giro la voce, verosimilmente infondata, di aver fatto un gol in rovesciata. Da allora ogni volta che si cerca la strada verso un campo sconosciuto non è raro sentirlo dire "Ah, forse è quello dove ho segnato in rovesciata". 

Ultimamente la situazione sta evolvendo in una direzione ancora più complessa; è spuntato fuori un C. 

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Di C non si sa molto. Pare che sia molto disturbato e che non provi particolare simpatia per gli iberici idrorepellenti e per gli gnomi alopecici. E che si presenti alla gente biascicando "Io Andrei" in finto accento russo.

Ma quali sono le cause di questo disturbo? Di certo un fattore di confusione va ricercato nel fatto che  il Nostro è noto con una serie di soprannomi diversi, a seconda del contesto in cui opera.

A Baggio, nel milanese, si ricordano ancora di lui come "Canarino", soprannome ereditato a seguito di una leggendaria prestazione in cui FF, chiamato a difendere la rete della sua squadra, ipnotizzò con la sua maglia giallo-imbarazzante il centravanti avversario costringendolo a calciare altissimo dal dischetto. Resta ancora vivida nella mente di chi scrive la sua accesa, ancorché cordiale, discussione filosofica sui controversi temi dell'agnosticismo, dell'abderitismo e del materialismo dialettico con un colto avversario.

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La sua ragazza si rivolge a lui con il tenero soprannome "Fiorini".

Quando viene alle partite, mette giù la formazione e non si mette in campo è "il mister".

Quando viene alle partite, mette giù la formazione e si mette in campo è "oh, no!".

Già noto ai suoi compagni di squadra come "Mr. Big", a causa di una rara e imbarazzante forma di elefantiasi, ultimamente è assurto agli onori delle cronache ceche come "Zorro".

Per il suo amico TARE è "Testone".

Allo stesso Federico piace parlare di se stesso come "El cabeza", con riferimento alle (rare) circostanze in cui i suoi compagni sono sufficientemente abili a colpire la sua notevole scatola cranica col pallone in maniera da farlo rimbalzare oltre la linea di porta avversaria.

Nelle partite più accese non è raro che alla sua testa facciano riferimento anche gli avversari, discepoli del filosofo di Baggio.

In realtà già Lombroso aveva studiato il suo cranio e la sua fisionomia e ne aveva tratto conclusioni inoppugnabili.

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Il riferimento ci consente così di passare in rassegna le patologie fisiche del Nostro.

Il tratto distintivo i FiorinFiorello è uno e uno solo: la moltiplicazione esponenziale delle scariche dell'alvo intestinale di feci di scarsa consistenza (vulg.: cagotto).

Chi di voi non si è mai imbattuto in un cartello di questo genere?

Una minima tensione, una partita importante (es: amichevole contro i fratelli Mandrioli), un appuntamento galante e via, il dotto intestinale del nostro imprevedibile amico si trasforma in un collegamento diretto tra entrata ed uscita.

I gestori dei locali pubblici lo conoscono col nome di "Acquetta".

Apparentemente insospettabile, si presenta con la solita scusa della birra.

Il tempo di girarsi per prepararla e lui è già sparito in bagno.

Chi conosce il buon Federico non può non avere almeno una storia divertente da raccontare sul suo daltonismo, qualcosa che vada oltre il solito aneddoto di quando credeva che il semaforo fosse verde.

Se non è infrequente trovarlo con la sua sciarpetta del Piacenza in mezzo ai tifosi dell'Avellino a farsi domande sullo strano dialetto emiliano che parlano da quelle parti, Fede dà il meglio di sé quando guarda i mondiali di calcio. Pur non spiegandosi il motivo per cui il cronista continui a riferirsi alla Spagna come alle "aquile verdi", concorda pienamente con la scelta di Del Bosque di schierare Babatunde e Kwambe al posto di Iniesta e Torres.

Chi ha avuto la fortuna di calcare i terreni di gioco con lui non dimenticherà mai la prima volta che varcò la porta dello spogliatoio con le magliette dell'Irish Depor al grido di "Bom dia amigos! Força Portugal!"

Federico è così. Prendere o lasciare. E' da anni che stiamo provando a lasciare ma niente, è come l'Attack.

Caso ha voluto che questo articolo fosse redatto nell'imminenza delle nozze del Nostro. Non stupisca la scelta della misteriosa località dove Elvis li unirà in matrimonio. Su Google Maps troverete sicuramente così.

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